LA PSICOLOGA FRANCESCA CENCI A STRISCIA LA NOTIZIA

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Lunedì nell’ultima puntata di Tiki Taka – la repubblica del pallone – abbiamo visto ancora la psicologa Francesca Cenci, molto amata dal pubblico e ospite gradito da Piero Chiambretti, che ha inserito per primo una figura come uno psicologo dello sport, donna, in una trasmissione di calcio.  Francesca ha una grande esperienza televisiva e l’abbiamo vista in vari programmi, sempre impeccabile, preparata e professionale, ma il geniale Piero riesce a farle uscire anche la parte più goliardica e autoironica. Complice Giuseppe Cruciani, che immancabilmente la critica e tra i due c’è uno scontro. Lunedi Chiambretti chiede a Francesca Cenci cosa consiglierebbe a Raffaele Auriemma, giornalista tifoso del Napoli, depresso per le sorti della sua squadra.

striscia auriemma

Lei risponde ma in sottofondo si sente una voce che dice “trombare!” era Cruciani ovviamente e Striscia la Notizia è prontissima ad attribuire alla Dottoressa Cenci il poco raffinato consiglio. Michelle Hunziker commenta : “pierino chiede alla bella Francesca Cenci cosa dovrebbe fare Auriemma…” poi viene tolta la voce a Francesca Cenci e si sente solo Cruciani e una grande scritta in sovra impressione rossa.

striscia con Piero

 

 

CHI è FRANCESCA CENCI

Psicologa, PSICOTERAPEUTA E PSICOLOGO DELLO SPORT, docente per la scuola dello sport Coni e preparatore mentale della federazione italiana tennis, consulente per la federazione ciclistica italiana.

Oltre ad avere pubblicato 4 libri editi da Tecniche Nuove e un E-book gratuito sul covid, durante i suoi 6 anni di lavoro clinico in Ospedale vanta alcune pubblicazioni scientifiche di valore ed è specializzata in tecniche di comunicazione assertive e strategie vincenti per lavorare in gruppo. Per la Federazione Tennis è stata per 5 anni la responsabile dell’area mentale del Centro Tecnico Periferico di Palazzolo sull’Oglio, psicologo del centro di preparazione Olimpica di Tirrenia e docente per l’Istituto di Formazione Lombardi. Privatamente da tanti anni segue personalmente vari atleti professionisti.

Attualmente ha anche una rubrica di psicologia sulla rivista storica IL TENNIS ITALIANO e ha commentato argomenti calcistici a Tiki Taka su Italia1.

È regolarmente ospite in tv in qualità di esperto.

 

PERSONAL WEBSITE: www.francescacenci.it

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INSTAGRAM: @dr.francescacenci

 

 

A TIKI TAKA TORNA LA PSICOLOGA FRANCESCA CENCI: AURIEMMA è DEPRESSO

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A seguito del pareggio del Napoli con Hellas Verona, il Napoli resta fuori dalla Champions e questo destabilizza fortemente i ragazzi del Napoli e tutto il contorno, tifosi inclusi. I ragazzi si buttano a terra e piangono, il giornalista Napoletano Raffaele Auriemma ovviamente arrabbiato e deluso. Chiambretti con la solita fresca ironia, dice che Auriemma ha bisogno di uno psicologo e così chiede un commento alla nota psicologa dello sport Francesca Cenci, già stata presente a Tiki Taka e molto apprezzata dal pubblico.

Francesca Cenci commenta con grande professionalità il problema dei ragazzi del Napoli, che emotivamente non hanno retto alla pressione e forse il primo dei loro tifosi Auriemma ha provato le stesse emozioni amplificate e negative. Auriemma forse resta impreparato a fronte della “diagnosi” della psicologa, e le dice di essere Juventina. La psicologa Francesca Cenci si difende, dicendo di non essere tifosa, ma di essere una sportiva, cosa ben diversa. Putiferio in studio, come tutte le volte che la Dottoressa è stata invitata. Forse i “poltroni” non sono abituati ai Dottori?

 

CHI è Francesca Cenci

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Psicologa, PSICOTERAPEUTA E PSICOLOGO DELLO SPORT, docente per la scuola dello sport Coni e preparatore mentale della federazione italiana tennis, consulente per la federazione ciclistica italiana.

Oltre ad avere pubblicato 4 libri editi da Tecniche Nuove e un E-book gratuito sul covid, durante i suoi 6 anni di lavoro clinico in Ospedale vanta alcune pubblicazioni scientifiche di valore ed è specializzata in tecniche di comunicazione assertive e strategie vincenti per lavorare in gruppo. Per la Federazione Tennis è stata per 5 anni la responsabile dell’area mentale del Centro Tecnico Periferico di Palazzolo sull’Oglio, psicologo del centro di preparazione Olimpica di Tirrenia e docente per l’Istituto di Formazione Lombardi. Privatamente da tanti anni segue personalmente vari atleti professionisti.

Attualmente ha anche una rubrica di psicologia sulla rivista storica IL TENNIS ITALIANO e ha commentato argomenti calcistici a Tiki Taka su Italia1.

È regolarmente ospite in tv in qualità di esperto.

 

 

Sport: lasciare al top o sfidare il tempo? La psicologa Francesca Cenci

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Dottoressa Cenci cosa pensa del fatto che tanti campioni faticano a smettere e continuano l’attività agonistica anche se non sono più giovani?

Penso che se per tutta la vita ti sei dedicato a uno sport con anima e corpo, ti sei allenato, hai fatto sacrifici, poi hai vinto, hai avuto successo, sei diventato un campione, è evidente che riesci a identificarti solo con quell’immagine mentale di te. Non riesci ad essere nient’altro che quello, perché ti specchi soltanto in quello, motivo per cui non riesci a scindere te stesso da quel sistema di vita che ti ha caratterizzato per anni.

Ma secondo lei quale meccanismo si innesca in chi non vuole smettere?

Sono diversi fattori. Principalmente come dicevo prima non riuscire a rinunciare a quello che uno rappresenta nel proprio sport. Al di là del business, del guadagno e degli sponsor, che a mio parere non sono il principale fattore, dato che si parla di personaggi che hanno guadagnato talmente tanto in carriera che potrebbero anche non fare più nulla per il resto dei loro giorni, principalmente si tratta di una ricerca continua di sensazioni estreme che solo certe competizioni e il successo sfrenato possono dare. L’adrenalina è una sostanza che il nostro corpo produce naturalmente, ma che può inebriare quanto una droga. Se viene meno, manca. E alcuni faticano a rinunciarvi.

 

Ma pensa che alcuni esempi dovrebbero far riflettere?

Energico come un ragazzino Gigi Buffon che vuole a 43 anni a ogni costo vuole giocare un’altra stagione, per provare ancora una volta a vincere finalmente la Champions League e magari partecipare alla sua sesta Coppa del Mondo. O Valentino Rossi che a 42 punta al suo decimo mondiale motociclistico. Loro sono un esempio di talenti esagerati, sotto tutti i punti di vista, che oltre ad essere ancora competitivi, non accettano di ritirarsi.

Lei crede che dovrebbero?

Io penso che sia meglio finire da numero 1, ma non mi sento assolutamente di giudicare dei campioni che sono usciti da ogni statistica. Si parla di fenomeni e lì ogni regola diventa un’eccezione.

 

Chi è Francesca Cenci

Psicologa, PSICOTERAPEUTA E PSICOLOGO DELLO SPORT, docente per la scuola dello sport coni e preparatore mentale della federazione italiana tennis, consulente per la federazione ciclistica italiana.

Oltre ad avere pubblicato 4 libri editi da Tecniche Nuove e un E-book gratuito sul covid, durante i suoi 6 anni di lavoro clinico in Ospedale vanta alcune pubblicazioni scientifiche di valore ed è specializzata in tecniche di comunicazione assertive e strategie vincenti per lavorare in gruppo. Per la Federazione Tennis è stata per 5 anni la responsabile dell’area mentale del Centro Tecnico Periferico di Palazzolo sull’Oglio e docente per l’Istituto di Formazione Lombardi. Attualmente ha anche una rubrica di psicologia sulla rivista storica IL TENNIS ITALIANO. È regolarmente ospite in tv in qualità di esperto.

La psicologa Francesca Cenci sui calciatori leader: la MENTE di Ibrahimovic

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Ibra è un talento mentale, chiediamo a Francesca Cenci cosa ne pensa.

Dottoressa Cenci, cosa ci dice di Ibra da un punto di vista mentale?

 

Sicuramente quando si ha di fronte un personaggio di tale caratura si esce da ogni statistica e la regola diventa l’eccezione. Quando un giocatore diventa una celebriy di fama mondiale, con tanti followers, sponsor, tifosi in tutto il mondo, già questo impatta sulla loro autopercezione e quindi sulla loro psicologia.

Quindi non c’è solo il calciatore ma anche il personaggio e tutto l’enorme business che esso comporta.

Ibra ha caratteristiche mentali più uniche che rare: dedizione, resilienza, forza, voglia di migliorarsi costante e sacrificio, carisma e personalità.

 

Abbiamo letto che in passato ha criticato Ronaldo affermando addirittura che non è un leader positivo… Ibra è un leader invece?

Ibra è il tipico leader naturale, amato, rispettato, riconosciuto e talvolta temuto dai compagni di squadra, in quanto nonostante il suo egocentrismo innato si mette a disposizione degli altri e delle dinamiche di gruppo.

Ronaldo è invece il campione per eccellenza che ama brillare di Luce propria e che vede il resto della squadra come comprimari che lo mettono nelle condizioni di esprimere il suo meglio, ma restando psicologicamente in parte distaccato dal team. Ci tengo a sottolineare che le mie non sono critiche. Grande rispetto per gli atleti di alto livello, tutti, ma la mia valutazione psicologica è questa.

 

Però anche Ibra sbaglia a volte.

Certamente, anche lui ha tratti narcisistici molto spiccati e ha spesso dei comportamenti sopra le righe.
Ci faccia degli esempi dato che i fan e i tifosi sicuramente avrebbero da ridire…

Note sono le risse di Ibra dentro e in campo o altri episodi della sua vita: il suo provino con l’Arsenal dove disse ” io non faccio prove o mi prendi o non ho tempo da perdere”. O quando un giornalista gli chiese cosa regalava a sua moglie per San Valentino e lui rispose che a lei non faceva mai regali perché è fortunata ha già Ibra .

Qual è il suo peggiore difetto?

Ego spropositato, tratti narcisistici, onnipotenza allo stato puro lo può mettere nelle condizioni di credere di poter dire o fare tutto ciò che vuole e quindi anche di sbagliare.

 

CHI è FRANCESCA CENCI

Psicologa, PSICOTERAPEUTA E PSICOLOGO DELLO SPORT, docente per la scuola dello sport coni e preparatore mentale della federazione italiana tennis, consulente per la federazione ciclistica italiana.

Oltre ad avere pubblicato 4 libri editi da Tecniche Nuove e un E-book gratuito sul covid, durante i suoi 6 anni di lavoro clinico in Ospedale vanta alcune pubblicazioni scientifiche di valore ed è specializzata in tecniche di comunicazione assertive e strategie vincenti per lavorare in gruppo. Per la Federazione Tennis è stata per 5 anni la responsabile dell’area mentale del Centro Tecnico Periferico di Palazzolo sull’Oglio e docente per l’Istituto di Formazione Lombardi. Attualmente ha anche una rubrica di psicologia sulla rivista storica IL TENNIS ITALIANO. È regolarmente ospite in tv in qualità di esperto.

 

 

 

LA PSICOLOGA FRANCESCA CENCI sul METODO KAIZEN USATO DA RONALDO E DAL TORINO: ATTENZIONE!

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Dottoressa Cenci , si è parlato tanto del metodo Kaizen, prima dall’allenatore del Torino Davide Nicola, poi da Ronaldo nelle sue storie instagram, cos’è?

Il metodo Kaizen è di origine orientale, la parola Kaizen è  la composizione di due termini giapponesi: Kai (cambiamento) e Zen ( migliore) e può essere quindi tradotto con “cambiare in meglio” . La storia che si cela dietro questa parola è lunga ma in si può dire che l’obiettivo della strategia Kaizen è quella del rinnovamento a piccoli passi, da farsi giorno dopo giorno, con costanza e regolarità, in totale contrapposizione con concetti quali innovazione e conflittualità squisitamente occidentali. La base del miglioramento è nell’incoraggiare ogni persona ad apportare quotidianamente piccoli cambiamenti il cui l’effetto finale porta ad una evoluzione. La base della strategia Kaizen presuppone una forte spinta motivazionale ed un senso d’appartenenza al proprio gruppo e dovrebbe aiutare nel migliorare non solo se stessi ma anche la coesione con il proprio team.

Cosa ne pensa lei di questa metodologia?

Seppur non abbia basi scientifiche, la metodologia Kaizen, di per sé ha sicuramente delle basi positive e un buon riscontro, ma dobbiamo tener conto di due aspetti che spesso vengono trascurati:

  1. Come tutte le pratiche che hanno a che vedere con il benessere mentale vanno maneggiate con cura e consapevolezza. Occorre una buona conoscenza di sé alla base e una capacità di adattamento al sistema con plasticità e motivazione
  2. Gli allenatori quando si avvicinano alle tecniche legate alla preparazione mentale dovrebbero avere molta attenzione, in quanto entrano in un campo che non è di loro competenza ed è facile commettere qualche errore. Io consiglio sempre di evitare improvvisazioni, perché non basta leggere un manuale per poter operare sulla mente dei giocatori.

Quindi sarebbe sempre più cauto avvalersi di uno psicologo dello sport qualificato, che ha tutti gli strumenti per aiutare i ragazzi a migliorare le proprie performance, senza focalizzarsi su un metodo unico, che può anche essere efficace, ma resta limitante.

 

Quindi attenzione! giusto?

Certamente. Ripeto, la psicologia non si improvvisa e la mente umana e tutto ciò che essa comporta è un materiale molto fragile. Solo uno psicologo può intervenire in essa, altrimenti si può fare confusione. L’allenatore ha sicuramente un forte impatto sui giocatori da tutti i punti di vista, ma proprio per questo deve avvalersi di professionisti nei settori specifici per aiutare maggiormente i calciatori. Come io non sarei in grado di insegnare schemi di gioco, tattica e tecnica, lui non può entrare nel profondo dei meccanismi mentali. Insomma, a ognuno il suo.

 

CHI è FRANCESCA CENCI

Psicologa, PSICOTERAPEUTA E PSICOLOGO DELLO SPORT, docente per la scuola dello sport coni e preparatore mentale della federazione italiana tennis, consulente per la federazione ciclistica italiana.

Oltre ad avere pubblicato 4 libri editi da Tecniche Nuove e un E-book gratuito sul covid, durante i suoi 6 anni di lavoro clinico in Ospedale vanta alcune pubblicazioni scientifiche di valore ed è specializzata in tecniche di comunicazione assertive e strategie vincenti per lavorare in gruppo. Per la Federazione Tennis è stata per 5 anni la responsabile dell’area mentale del Centro Tecnico Periferico di Palazzolo sull’Oglio e docente per l’Istituto di Formazione Lombardi. Attualmente ha anche una rubrica di psicologia sulla rivista storica IL TENNIS ITALIANO. È regolarmente ospite in tv in qualità di esperto.

 

 

La psicologa Francesca sulla juve di Pirlo e i tre esclusi

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McKennie, Arthur e Dybala hanno organizzato una festa, nonostante siamo in zona rossa e nonostante le limitazioni. I vicini hanno descritto taxi di ragazze e borse piene di bottiglie e hanno chiamato i carabinieri. Lei Francesca Cenci, in quanto psicologa dello sport, cosa ne pensa?

Penso che i ragazzi in generale siano molto provati dalle limitazioni in generale e dopo tanto tempo fatichino a rispettare le regole, ma visto quello che sta succedendo nel mondo e data la loro posizione in quanto anche modelli di riferimento dei bambini e dei ragazzini, è stato un errore molto grave. Un comportamento immaturo e irresponsabile. Diciamo che una tendenza di alcune star del pallone o di certe celebrities in generale è quello di sentirsi nelle condizioni di poter fare sempre quello che vogliono, invece a mio parere proprio perché hanno un’immagine pubblica, dovrebbero pesare i propri comportamenti ancora più delle persone comuni, proprio perché vengono osservati, emulati e commentati.

Cosa pensa di Pirlo in questa circostanza?

Penso che un allenatore abbia il dovere di gestire bene i ragazzi non solo in campo, e questo non significa che dovrebbe controllarli eccessivamente o essere particolarmente punitivo, ma diffondere il concetto che prima di tutto bisogna comportarsi bene come persone, poi essere bravi giocatori. Forse in questo lui è un po’ carente, ci sono allenatori che hanno una maggiore presa sui ragazzi. Pirlo ha dichiarato “che non crede di dover alzare di più la voce, che non è quello che serve e che risolve i problemi, che i giocatori fuori dal campo sono liberi di fare quello che vogliono , nei militi delle regole, sono grandi e vaccinati”, io non sono d’accordo in quanto rappresentano una squadra, una società e hanno un’immagine pubblica da difendere, perciò è molto importante che si comportino bene anche fuori dal campo, inoltre nello sport moderno vige la regola della professionalità, del rigore, della disciplina, sono passati i tempi in cui i talenti potevano fare quello che volevano che andava sempre bene. Credo che tanti allenatori la penserebbero come me.

La psicologa Francesca Cenci analizza il comportamento di Cristiano Ronaldo

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Francesca Cenci, psicologa dello sport e opinionista a Tiki Taka, Dottoressa, ci aiuti a capire meglio Cristiano Ronaldo: è difficile analizzare dal punto di vista psicologico un campione come lui?

Sicuramente quando si ha di fronte un personaggio di tale caratura si esce da ogni statistica e la regola diventa l’eccezione. Quando un giocatore diventa una celebriy di fama internazionale, che da solo muove il mercato più di una multinazionale, già questo incide sulla sua autopercezione e quindi sulla sua psicologia.

Dal mio punto di vista di psicologo dello sport posso dire che lui non rappresentando il tipico fuoriclasse puro, ma essendo altamente costruito da anni di duro lavoro fisico e tecnico, ciò denota caratteristiche psicologiche più uniche che rare. Siamo di fronte a un giocatore di 36 anni che compete ai massimi livelli con prestazioni da ragazzo di 20 anni. La sua carriera è stata un crescendo con un apice in età più avanzata della media e questo è a riconferma che buona parte del suo successo derivi dalla sua potenza mentale: forza, resilienza, determinazione, dedizione, sacrificio. Poi la gente vede solo come sempre le pettinature, i goal, le pubblicità e le foto su instagram, ma dietro c’è molto di più.

Lei pensa che mentalmente sia più forte che tecnicamente?

Io non sono un tecnico quindi mi limito a dare una valutazione nel mio campo, posso però dire come spiegavo prima che essendo un talento parzialmente costruito, ha delle indubbie qualità mentali che hanno avuto un ruolo fondamentale nel portarlo al successo.

Qual è la sua più grande risorsa?

Il volersi migliorare costantemente. Quando il talento incontra il sacrificio nasce il campione, si dice. Ecco questo ne è un esempio. Non si accontenta mai di essere quello che è e vuole migliorare la propria eccellenza. Questo continuo lavoro per affinare se stessi, solidifica e aumenta autostima e fiducia in se stessi. Questo meccanismo mentale e questa attitudine rappresentano Ronaldo.

Un bell’insegnamento…

Direi proprio di si, il meglio che uno sportivo possa fare e insegnare ai ragazzi che lo emulano.

A Tiki Taka altro grande scontro tra la psicologa Francesca Cenci e Cruciani

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Argomento focale della puntata di ieri a Tiki Taka : i comportamenti eccessivi dei leader del pallone Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo. Ultimamente sembra infatti che capiti loro di perdere facilmente il controllo e di mettere in atto comportamenti sopra le righe.

Piero Chiambretti interpella nuovamente la Cenci per chiederle quali sono i meccanismi di questo comportamento e le domanda di focalizzarsi su Ronaldo. La psicologa spiega che comprendere questi comportamenti occorre tenere conto che siamo di fronte e giocatori che sono si calciatori particolarmente talentuosi, ma sono anche delle vere e proprie star, con un ampio pubblico e un grande business conseguente. Tutto ciò impatta sulla loro psicologica e li mette nelle condizioni di commettere degli errori comportamentali. Francesca Cenci spiega che “il successo e la fama esasperano certi loro tratti personologici strutturali che li mettono nelle condizioni di esagerare, quindi il loro narcisismo diventa onnipotenza e la loro grande autostima degenera in egocentrismo. Questo fa si che metta in atto dei comportamenti maleducati, irrispettosi e che talvolta rasentino la patologia.” A questo punto Cruciani insorge: “Ronaldo patologico? La smetta di dare etichette.” Ovviamente la Cenci ribatte e cerca di spiegare che non ha dato etichette, le è stato chiesto un profilo psicologico e stava tentando di darlo, sottolineando che tutti la stavano interrompendo. Francesca Cenci riporta l’episodio di sabato, in cui Ronaldo a fine partita ha gettato la maglia come gesto di stizza, cosa inaccettabile in quanto la sua squadra aveva vinto. Anche Ciccio Graziani insorge, dicendo che anche lui era infelice quando la squadra vinceva e lui non segnava, la psicologa invece afferma che ciò è segno di non esser un buon leader, ma il tipico campione che vuole brillare di luca propria e stare al centro dell’attenzione. Inutile dire che Cruciani non è ancora d’accordo. Chiambretti come sempre è un ottimo giudice e cerca di rimettere ordine in studio, sottolineando la professionalità e le competenze di Francesca Cenci, esperta e psicologo della Federazione tennis oltre che consulente per la Federazione ciclistica Italiana e mental coach fi diversi calciatori.  Ma non è facile permettere a Francesca Cenci di riprendere e soprattutto terminare il discorso, in quanto ha creato una vera propria rivoluzione in studio tra i “poltroni”. Riusciranno mai Cruciani e la Cenci ad essere d’accordo su qualche concetto?

Lo vedremo nelle prossime puntate

1. La psicologa Francesca Cenci su Lukaku: ha tutte le caratteristiche mentali che occorrono per essere un top player

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Abbiamo chiesto a Francesca Cenci, psicologa e psicoterapeuta cosa pensa di Romelo Lukaku, il ragazzo Belga di 27 anni anni che sta dando grandi soddisfazioni all’inter. Anche domenica ha portato la squadra a vincere e poi ha parlato con grande coinvolgimento in conferenza stampa. “Sono molto contento per la partita di oggi, era una partita complicata , abbiamo fatto un bello step e dobbiamo andare avanti su questa strada. È un bel momento per me, ho fatto una bella scelta a venire qua, farò di tutto per aiutare la squadra perché senza i miei compagni non sono nessuno.”

Francesca Cenci commenta il giocatore e ne stende una sorta di profilo: Lukaku è un giocatore da un punto di vista psicologico quasi perfetto: lucido, freddo, disincantato, capace di focalizzarsi e restare concentrato, gestisce bene le emozioni, è umile e dedito alla fatica e al lavoro. Inoltre sa giocare in squadra e per la squadra, che può sembrare scontato ma non lo è. Tanti giocatori particolarmente talentuosi tendono ad essere troppo prime donne e a giocare in modo tendenzialmente più egoistico. Non è il suo caso, in quanto condiziona favorevolmente la squadra e favorisce le dinamiche di gruppo.

Cosa ne pensa Dottoressa delle sue caratteristiche di cui parlava prima? Lo aiutano in tutto o in qualcosa di specifico?

Be , come dicevo prima le sue caratteristiche su un piano mentale sono essenziali per un professionista e sicuramente lo rendono più performante di altri. Poi, nello specifico il profilo di Lukaku rispecchia il rigorista ideale, proprio per la sua capacità di isolarsi dagli stimoli ambientali e di gestire al meglio l’ansia e le emozioni in generale.

Ma sono parte della sua personalità o le ha migliorate secondo lei?

Sicuramente ha un attitudine personologica a queste abilità, ma sicuramente le ha allenate. È un ragazzo molto intelligente e le qualità mentali ricordo che si possono e si devono allenare come quelle fisiche o tecniche e se osserviamo la sua routine prima di tirare un rigore, direi che si, sicuramente le ha fortemente allenate ed è sicuramente migliorato nel tempo.

perché, cosa fa?

È un cecchino. Pianta gli occhi sul pallone, allunga l’ultimo passo col piede destro  e mentre sta per colpire la palla col piede sinistro alzo lo sguardo verso il portiere. Questo viene chiamato esempio di routine o rituals, cioè quella successione di piccoli comportamenti che il giocatore mette in atto sempre uguali, scegliendoli per se stesso. Facendo così si resta concentrati e si evita di avere pensieri negativi, e ci si sente più sicuri, dalla ripetizione di questi gesti.

Grazie Dottoressa Cenci.