COME PREPARARSI AL PARTO

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Siete verso la fine della vostra gravidanza.

9 mesi lunghi, intensi, entusiasmanti, ingombrati, e indimenticabili ma complessi stanno finendo. Magari avete avuto la nausea, il vomito, la stitichezza, gli sbalzi di umore. Magari avete provato quelle famose e incessanti “voglie”. Magari siete ingrassate parecchio e avevate sempre sonno. Magari ora siete esauste e soprattutto non vedete l’ora di prendere tra le braccia il vostro piccolo. Magari iniziate ad avere delle fantasie più precise sull’immagine mentale che avete di vostro figlio. E soprattutto secondo me iniziate a pensare con maggiore insistenza al momento del parto. Il parto, che ancora oggi, è rimasto uno dei più grandi tabù della nostra epoca. Uno dei pochi, per altro. Di parto, non se ne parla. Mai e per nessun motivo.

 Se vi iscrivete a un corso pre-parto paradossalmente vi parleranno di tantissimi argomenti, ma non si soffermeranno a lungo sul parto. Vi parleranno di tutto tranne che della cosa più importante. Vi spiegheranno come mettere un pannolone, come medicare il cordone ombelicale, come fare il primo bagnetto, e tanto altro. Ma sono certa del fatto che nessuno si prenderà la responsabilità di accennarvi qualcosa di più sincero rispetto al momento in cui darete alla luce vostro figlio. Bene, ci proverò io:

  • In primis dovete sapere che, come tutte le cose, variano da persona a persona, quindi cercate di non farvi condizionare dai racconti delle persone. Chi ha partorito in mezz’ora, chi non è arrivato in ospedale, chi è stato in travaglio due giorni e mezzo, ecc.. La gente ama impressionare, sempre e comunque e spesso, ahimè a non essere sincera. Quindi, cercate di non ascoltare troppi racconti, ma ricordate che ogni donna è un caso a sé.  il parto ha una variabilità individuale. Ogni donna ha gravidanze diverse e parti diversi.

  • Il parto è doloroso. Il parto naturale è il dolore più grande che una persona possa provare. La soglia del dolore è soggettiva, è vero, ma se una donna vi dice che ha partorito senza dolore, probabilmente sta mentendo. Non so per quale motivo, ma lo sta facendo. Perciò mettete in conto che soffrirete, non caricatevi di false aspettative.

 

  • Se fate un cesareo, vi risparmierete quel dolore lancinante, ma poi avrete le complicanze legate al taglio, ai punti di sutura e a tutto ciò che comporta un intervento chirurgico. Quindi, in ogni caso, non sarà una passeggiata. Aspettatevelo.

  • Il travaglio. Ve lo hanno spiegato cos’è? È la prima fase del parto, quella che precede la fase espulsiva del neonato. Inizia con le prime contrazioni a intervalli irregolari, poi il dolore si fa percepire in modo progressivamente sempre più riconoscibile, fino a farsi quasi insopportabile. Questo periodo può durare anche 24 ore. Quando il collo dell’utero arriverà a una dilatazione di più di 5 cm ci si appresta allo sforzo finale, il passaggio espulsivo. Avrete molto male e per un periodo di tempo molto lungo.

  • La fase espulsiva. A questo punto generalmente ci si sposta in sala parto e la fase finale è quella il più delle volte, meno lunga (massimo un paio d’ore). Il dolore del passaggio del neonato, anche se probabilmente è il più intenso, in realtà viene percepito meno rispetto alle contrazioni del travaglio. Sarete in uno stato di coscienza alterato, perciò la percezione che avrete del tutto non sarà oggettiva. Tante donne dicono addirittura di non sentire più nulla, arrivate a quel punto.

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  • Nel momento in cui vi verrà appoggiato il neonato sulla pancia e attaccato al seno, proverete l’emozione più intensa e appagante della vostra vita. Forse piangerete. Forse riderete. Forse non avrete la forza di dire nulla. In ogni caso sarà qualcosa di entusiasmante e irripetibile. A quel punto sarete felici di aver provato tutto quel dolore, il vostro cuore si riempirà di una gioia straripante, che non avevate mai provato prima. La completezza assoluta. La pace dei sensi. La quiete dopo la tempesta. La vittoria dopo mille battaglie. Sarete esauste ma mai come allora sarete ripagate dello sforzo più grande della vostra vita. Avete generato una vita e la tenete tra le vostre braccia. E questa credo che sia la risposta a tutte le domande.

  • Per quanto riguarda la presenza del papà in sala parto, che ultimamente va tanto di moda, io non sono affatto d’accordo. Credo che sia doverosa la presenza del partner per tutto il travaglio, dato che la donna necessita di supporto e di vicinanza da parte di chi la ama, ma non reputo indispensabile la presenza durante la fase espulsiva. Anzi, la sconsiglio. Molti uomini vanno, pur di assecondare la moglie, ma poi riportano delle ripercussioni per lungo tempo, soprattutto nella sfera sessuale. Tanti addirittura non riescono più a riconoscere la propria compagna come una donna, ma affermano di riuscire a vederla esclusivamente come una madre, cosa che non può che affossare la relazione.

  • Dimenticavo, godetevi a pieno le giornate in ospedale prima di andare a casa, sfruttatele per recuperare le forze e riposarvi, perché vi aspettano mesi molto ma molto intensi. :-)

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