Come è nato il primo libro

Si…è proprio così. Alla fine sono riuscita a scrivere e pubblicare un libro. Dopo anni in cui ne ho letti centinaia. Anni in cui ho avuto idee svariate e numerosi progetti. Alla fine ce l’ho fatta. Ho scritto il mio primo libro. Dopo tanti anni. Anni in cui ho studiato, ho viaggiato, ho fatto programmi, mi sono presa una laurea e una specializzazione, ho iniziato ad avere pazienti, ho lavorato sodo in tanti posti differenti, mi sono sposata e ho avuto due figli…dopo tutto questo, alla fine ho realizzato il mio sogno. Il mio sogno di bambina.

francesca cenci 1984

Ricordo molto bene alle elementari, quando avevi tutto davanti, quando tutto era ancora da decidere e quando la tabula era praticamente rasa e non c’era inciso quasi niente sopra. Quando pensare al futuro era un po’ come sedersi sulla sabbia, in riva al mare e ammirare quella immensità, con quel senso di pace, di infinito e di speranza che ti guizzavano dentro. Quando si passavano le giornate a sognare cosa avresti fatto da grande oppure si pensava con orgoglio alla propria più grande aspirazione. Si, era bello. Era bello il sapore dell’incertezza e la vastità del possibile. Era bella l’ingenuità e la convinzione di poter fare tutto. Era bello pensare che avresti fatto solo ciò che realmente ti piaceva senza curarti di tutto il resto. Ricordo come ognuno di noi aveva già scelto  il proprio sogno in maniera netta e distinta e aveva deciso dove voleva arrivare. O forse non lo aveva deciso affatto, ma semplicemente seguiva il proprio istinto nel delineare l’immagine mentale del proprio futuro. C’era chi sognava il principe azzurro che l’avrebbe portata in giro per il mondo a conoscere tutte le meraviglie di questa terra. C’era chi sognava di segnare il goal decisivo alla finale dei mondiali. C’era chi sognava di sposarsi presto per avere una famiglia da telefilm americano con un bravo marito, tanti figli, una station wagon e un cane. C’era chi sognava di vincere un Oscar e di diventare una star internazionale. C’era chi sognava di diventare una rockstar. Bene, io sognavo di scrivere un libro. Un libro che avrebbe raccontato una storia di qualcun altro, ma che magari avrebbe tra le righe detto molto di me. Un libro che mi rappresentasse, che fosse capace di arrivare, con le parole che conteneva,  dritto al cuore della gente. Un libro che fosse in grado di emozionare, di commuovere e di far sorridere. Un libro capace di toccare l’anima. Ero convinta che fosse un modo per non passare inosservati, per lasciare un segno. Un modo per dire “Ehi, io ci sono stato e avevo anche delle cose da dire”. Credevo fosse un modo per non venire mai dimenticati, ma anzi per essere più considerati dagli altri. La mia testa di bambina vedeva in un libro un segno distintivo, un marchio qualificante. Uno status symbol, un atto di coraggio. Una forma d’arte, forse. Poi, nel corso degli anni sono maturata, cresciuta, cambiata e a seconda delle fasi della mia vita, il concetto che avevo del “mio libro” si è modificato e gradualmente evoluto.

Dodici anni fa mi sono laureata in psicologia, in seguito ho completato il mio percorso di formazione, ho imparato a conoscermi meglio e in profondità, per poi iniziare finalmente a fare ciò che mi piaceva di più : aiutare le persone a cercare di essere più felici. Esatto, ho iniziato a fare la terapeuta. Ho cominciato ad avere pazienti e a vivere parallelamente e dall’esterno le loro vite. E ognuna di esse è un storia, ognuna di esse è come un libro. Un libro che invece di leggerlo soltanto lo analizzi e in qualche modo puoi intervenire dall’esterno sulla trama, per guidare il protagonista a prendere la strada più giusta e a fare le scelte più adatte a lui. E così vivi indirettamente quella storia e aiuti in qualche modo il primo attore. E tutto questo a mio parere è entusiasmante. A volte ti sono riconoscenti a vita, a volte perdi le loro tracce, a volte ti richiamano dopo molto tempo… in ogni caso sai che hai fatto del tuo meglio per sorreggerli e guidarli e questo già è molto gratificante di per sè.

Il mio lavoro mi ha insegnato e mi insegna ogni giorno tanto, mi ha fatto crescere parecchio e ha smussato tanti miei difetti (anche se ne ho ancora molti). E proprio durante questo viaggio, degli ultimi anni, ha iniziato a delinearsi un nuovo progetto. Un nuovo ideale del mio antico sogno di bambina. Un nuovo libro. Ho deciso che si, finalmente avrei scritto, ma non un racconto, non un romanzo e tantomeno la mia di storia, che tra l’altro sarebbe interessata davvero a pochi e quei pochi inoltre, già la sapevano… ho iniziato a credere che avrei dovuto unire la mia esperienza di psicologa a quella di mamma, di donna e di moglie per scrivere un libretto che potesse essere utile a qualcuno. Perché non mettere al servizio le mie competenze e il mio vissuto, ai fini di un prodotto che potesse servire ad alcuni a vivere meglio? Perché non fare qualcosa che potesse davvero aiutare le persone ad essere più felici e ad affrontare più serenamente un certo periodo della loro vita?

In questi anni, un po’ per lavoro e un po’ per circostanze, mi sono trovata spesso a stretto contatto con famiglie, con giovani mamme e “nuovi” papà. E vuoi perché sanno quello che faccio, vuoi per qualche strano motivo a me del tutto ignoto, capita spesso e da sempre che nella mia quotidianità anche persone pressoché sconosciute o appena conoscenti si avvicinino a me per confidarsi. E un po’ per deformazione professionale, un po’ per predisposizione naturale, le ascolto tutte con grande attenzione. E mi sono accorta che il tema “la coppia con figli” era scottante. Sentivo lamentele come se piovesse, di ogni genere e di ogni natura. Ma il tema comune era il fatto che con un bambino cambia tutto. Cambia lo stile di vita, cambiano le priorità, si modificano le abitudini e così sballano gli equilibri della coppia. Insomma la nascita di un bambino è una gioia immensa, è innegabile, ma con essa sorgono dei problemi o comunque ci sono delle difficoltà. E quasi tutti riferiscono di sentirsi più distanti dal proprio partner. Quasi tutti si sono allontanati. Quasi tutti spaesati. Raffreddati. O magari annoiati. O magari felici da una parte ma insoddisfatti dall’altra. Insomma, qualcosa non va come deve.

Allora è lì che nasce l’idea di dar vita a “Due cuori e una famiglia”. Una sorta di  “istruzioni per l’uso” che avrebbe fatto comodo a molti, in un momento di per sé destabilizzante.

Così ho deciso: avrei scritto un manuale dedicato alle coppie che hanno avuto un figlio, ma non per parlare di come crescere un bambino o di stili educativi , proprio per cercare di aiutare le mamme e i papà a continuare ad essere uniti e felici. E per ricordare loro che anche se sono diventati genitori, restano comunque una moglie e un marito. Una femmina e un maschio. Una donna e un uomo. Una coppia, insomma.

E il mio obiettivo è quello di far arrivare questo messaggio: solo continuando ad essere una coppia solida e serena si può essere dei genitori completi: presenti, amorevoli e capaci. Insomma dei bravi genitori.

Così l’ho scritto, e alla fine ho avuto anche la fortuna che un editore di alto livello come Tecniche Nuove abbia deciso di credere nel mio libro e di pubblicarlo.

Di conseguenza è nato questo blog, che prende il nome dal libro  proprio perché tratterà temi di coppia, famiglia, figli e tanto altro ancora.

Ora prima di concludere voglio dirvi una cosa… e ve la dico col cuore in mano e gli occhi che mi brillano: non smettete mai di credere nei vostri sogni, perché se lo volete davvero, prima o poi, si avverano. Anche se è difficile, anche se è faticoso, anche se a volte sembra impossibile, non cessate mai di crederci. Non arrendetevi. Non desistete. Non mollate mai. Sarete ripagati.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura e una buona navigazione sul mio blog!

A presto,

Francesca

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